“Dichiarazione di Dipendenza”, oltre che una esposizione di quattro immagini digitali grande formato, è una sollecitazione al pubblico a compiere una azione performativa. Assieme alle immagini è esposto un manifesto che pone allo spettatore una domanda ed offre un codice QR attraverso il quale, servendosi di uno smartphone, si può accedere ad una riflessione dell’autore. In accoglimento dell’invito a “problematizzare l’ovvio” più volte formulato dai filosofi, “Dichiarazione di Dipendenza” intende condurre ad una riflessione sulla condizione umana, avendo come punto di partenza l’immagine dell’ombelico, abisso di complessi significati troppo spesso ignorati proprio per superficiale ovvietà.